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foto storia

La nostra casa ha una storia,

Era un'antica fornace, divenuta poi casa contadina e abitata dalla famiglia Boncompagni da 32 anni.
Ristrutturata nel 2008, la casa, adesso è una residenza turistica extra-alberghiera elegante, semplice e accogliente.
C'è inoltre una leggenda che si narra a proposito di un sasso...


  • Fotografie 1974
  • Cronologia
  • La Leggenda del Sasso della Casa di Sasso

cronologia Casa di Sasso
La Casa di Sasso nacque come antica Fornace fondata tra il 1810 e il 1815.
Si ignorano i nomi dei primi occupanti.

Il
nome catastale del Luogo è tutt'ora: "La Fornace".

Fu poi abitata dalla famiglia contadina Casali dal 1925 al 1945.

La proprietà del latifondo all'epoca era di Mascagni Maria Elisabetta in Cherici.

l'indirizzo di allora era:
frazione Lignano n. 90.

Fu poi abitata dalla famiglia contadina Mazzoni dal 1946 al 1959.

La proprietà del Latifondo passò a Folco Cherici figlio di Maria Elisabetta.

l'indirizzo cambia ancora in Popolo di Saccione n.9.

Fu poi abbandanata dal 1959 al 1970 quando venne acquistata da parte di Gino Boncompagni da Folco Cherici.

L'ultimo e attuale indirizzo da allora in poi diventa: Località S. Marco, 40/g

La leggenda del Sasso della Casa di Sasso

L'antico Sasso... C'era una volta un sasso che giaceva al suolo su una verde collina circondato da ulivi secolari.

Era a dire il vero, proprio un bel sasso, come pochi se ne vedono, un po' ruvido ma con tante pagliuzze dorate che rilucevano al sole e ai raggi della luna.

Non erano in molti ad accorgersi della sua bellezza, un po' perché in pochi passavano da quelle parti e il più delle volte assai distratti...

Ma un giorno un buffo viandante che passava di là decise di riposare un attimo.

Aveva affrontato un lungo cammino e ancora tanta strada doveva percorrere.

Camminava lento e curvo dalla fatica e dal peso degli anni così il suo sguardo si posò sull'umile sasso.

Lo trovò assai bello e poi, anche confortevole quando decise di sedervisi sopra.

L'uomo dall'età indecifrabile, tirò un sospiro di sollievo e provò un grande sentimento di gratitudine per quella provvidenziale pietra.

Decise così che meritasse un dono che l'avrebbe resa davvero unica per sempre...

... Anni dopo la pietra fu raccolta da un muratore distratto a quale occorrevano dei sassi per costruire, nei pressi, una casa colonica.

Si dice che in quella casa ancora oggi si senta battere un cuore e chiunque abbia la fortuna di soggiornarvi riceva il dono di sentirisi amato...

....Noi in quella casa ci siamo stati...

Patrizia Manfroi

 
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